Classificazione Decimale Dewey

La collocazione dei libri della Biblioteca sullo scaffale si basa sulla Classificazione Decimale Dewey (CDD), un sistema di classificazione su base disciplinare, ideato dal bibliotecario americano Melvil Dewey, che nel 1876 ne pubblicò la prima edizione (attualmente è in uso la ventitreesima).


La Classificazione Decimale Dewey organizza la conoscenza in dieci classi principali, integrate da divisioni e sezioni, tutte espresse numericamente. La CDD attribuisce alle risorse catalogate la classe corrispondente all’argomento trattato, permette di ordinare i volumi per ambito disciplinare e consente di trovare libri che trattano del medesimo argomento nello stesso scaffale, agevolando così la ricerca da parte dell’utente.

Nella Classificazione Decimale Dewey la notazione è espressa in numeri arabi, quindi anche se le parole che descrivono le classi possono differire da un paese all'altro, la notazione numerica procura un linguaggio universale per identificarle. 

I libri dello stesso settore disciplinare (economia, diritto, sociologia, politica, etc.) risultano collocati razionalmente di seguito, rispettando il criterio gerarchico (dal generale al particolare). 

Più è specifico l'argomento trattato dal documento, più l'indice numerico sarà lungo.

I documenti che hanno lo stesso indice di collocazione al loro interno sono ordinati alfabeticamente secondo le tre lettere che seguono la notazione Dewey. 


Tale sistema organizza tutti i documenti in dieci classi di argomenti numerati da 000 a 900. Le dieci classi principali sono: 


000 Informatica, informazione e opere generali

100 Filosofia e psicologia

200 Religione

300 Scienze sociali

400 Linguaggio

500 Scienza

600 Tecnologia

700 Arti e attività ricreative

800 Letteratura

900 Storia e geografia



Sull'argomento: 

Associazione Italiana Biblioteche. Introduzione alla Classificazione Decimale Dewey - AIB WEB.